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Sono pedoni e ciclisti le categorie più deboli sulla strada. La maggior parte di loro sono minori e anziani. Proprio per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza stradale questa mattina in Piazza Grande, è comparsa una grande scritta, tracciata con i corpi di centinaia di persone “Strada alla vita”.

212 morti in 10 anni nel modenese, tra ciclisti e pedoni. 21 all’anno. Oltre 12mila feriti. Tra il 1997 e il 2006, i ciclisti feriti sono aumentati del 74%. La maggiorparte degli incidenti che li ha coinvolti è avvenuto in città. Da questi dati, diffusi dall’osservatorio provinciale sulla sicurezza stradale, prende le mosse la campagna “Strada alla vita”, un’iniziativa organizzata da provincia e Comune di Modena, in collaborazione con i sindacati dei pensionati, per metter in guardia le categorie più a rischio: minori e anziani, coloro che più spesso si muovono a piedi e in bicicletta. Proprio loro questa mattina, in piazza Grande, hanno formato con i loro corpi la scritta che richiama lo slogan della campagna. L’attività di sensibilizzazione sul rispetto del codice della strada, spiegano dal Comune, va avanti tutto l’anno, nelle scuole. Non solo informazione, per aumentare la sicurezza stradale, ma anche interventi strutturali, come il potenziamento della rete di piste ciclabili, ha spiegato ai nostri microfoni l’assessore provinciale alla viabilità Maurizio Guaitoli. Nella nostra provincia, ci sono già 250 km di percorsi sicuri, 130 solo a Modena, e l’impegno degli enti locali su questo fronte continua.


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