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Gli stranieri in regola e che lavorano chiedono aiuto alle autorità, per essere difesi dai connazionali che delinquono. Accade al condominio Lambda di Modena. In 30 hanno firmato una petizione. Manfredini "Serve un presidio fisso".

“Non capiamo perché qui sono liberi di fare quello che vogliono, noi paghiamo l’affitto, andiamo a lavorare in regola e nessuno ci aiuta.” E’ uno dei passaggi più significativi della lettera che hanno scritto e firmato 30 residenti nel condominio Lambda, in via Emilia Ovest 336, a Modena, indirizzata al Sindaco e al procuratore capo. La maggiorparte di loro sono stranieri regolari. Chiedono l’intervento delle autorità perché cessi l’attività di spaccio, a tutte le ore, il caos notturno, risse, l’aggirarsi di persone armate di coltello per le scale. Una condizione che conferma anche un muratore tunisino che ha vissuto al Lambda per 5 anni. Un anno fa si è trasferito, dice, perchè non riusciva nemmeno più a dormire. Sul portone incontriamo una donna brasiliana, si definisce “accompagnatrice”. A lei non dà troppo fastidio la vita sregolata del condominio, ma ammette che la sua è una condizione particolare e che per chi ha una famiglia e dei figli, quello non è un posto in cui è semplice restare. E sulla questione Lambda interviene il consigliere comunale della Lega Nord Mauro Manfredini, con un‘interrogazione. Chiede alla Giunta se sia possibile creare un presidio fisso delle Forde dell’ordine davanti al condominio.


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