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L’effetto indulto è svanito dopo due mesi. La casa circondariale di Modena scoppia di nuovo. Ma oltre al problema del sovraffollamento, il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, punta il dito sulla carenza d’organico.

Sovraffollamento e carenza d’organico, sono questi i problemi delle carceri italiane, compresa quella di Modena. L’effetto indulto? Dopo dopo due mesi era già svanito e oggi la casa circondariale Sant’Anna conta 434 detenuti a fronte di una capienza di 220. Il direttore della casa circondariale Sant’Anna di Modena, Paolo Madonna, commenta i dati forniti oggi dal Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che, a livello nazionale ha lanciato l’allarme aggressioni tra i detenuti delle carceri italiane. Nel 2007, nelle carceri della nostra regione ci sono stati 294 episodi di autolesionismo, 232 manifestazioni di protesta con sciopero della fame, 31 tentati suicidi, 4 quelli riusciti, uno a Modena: la vittima era un nordafricano in carcere per furto che si è tolto la vita nell’aprile dell’anno scorso. Un problema destinato a peggiorare – denuncia il sindacato – per la gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria. A Modena – conferma Francesco Campobasso del Sappe – mancano una sessantina di agenti. E se il fenomeno dei suicidi è devastante fra i detenuti – è considerata la prima causa di morte – lo è altrettanto anche per la polizia penitenziaria. Quello del carcere è un mondo a parte – conferma Stefanelli del Sappe di Modena, che precisa: al Sant’Anna il problema del sovraffollamento viene gestito anche grazie all’abnegazione e al lavoro degli agenti penitenziari.


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