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 Una campagna elettorale più lunga che per le politiche e finalmente, domani, arriverà il verdetto. Alla Fiera va in scena l’assemblea dei soci della Banca Popolare dell’Emilia Romagna per scegliere sei componenti del Cda. Ma in palio c’è molto di più.

Due punti all’ordine del giorno: il bilancio consuntivo del 2007, un bilancio di grandi numeri, e il rinnovo di 6 componenti, su 18, del Consiglio d’amministrazione. Apparentemente un’assemblea come tante. In realtà, domani, si gioca molto del futuro della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, un gruppo che negli ultimi venti anni, sotto la guida dell’Ad Guido Leoni, è passato da banca di provincia a grande realtà nazionale. Ma lo ha fatto con una filosofia molto "Popolare": nessuna acquisizione forzosa; rispetto delle identità territoriali, soprattutto per le banche salvate e federate del sud; poca propensione alla Borsa, tanto che il titolo non è nel listino principale di Piazza Affari. Attenzione alla solidità dell’Istituto, con buoni dividendi e un titolo stabile, ma anche, secondo i critici, poca capacità di cogliere le opportunità offerte dal mercato, soprattutto quelle finanziarie. Domani, dunque, in palio non ci sono solo sei posti nel cda, ma l’insieme delle strategie future: banca "balena", solida, inattaccabile, ma essenzialmente tranquilla, o squalo? Un’assemblea che sa di resa dei conti, tra l’attuale gruppo dirigente, e lo sfidante, l’avvocato Gianpiero Samorì che da mesi ne critica l’operato. Una campagna elettorale più lunga di quella per le politiche, senza badare a spese e con tanti colpi bassi, resa più accesa dal fatto che per la prima volta, per statuto, alle minoranze sarà garantito un posto in Cda. E così, stavolta, non conterà solo chi vince, ma anche chi arriva secondo. Da qui il ricorso alla Consob di Samorì, che ha denunciato una presunta alleanza segreta tra la lista 1, quella dell’attuale gruppo dirigente, e la lista 3 "Rinnovamento nella continuità" dell’avvocato Chiossi, sostenuta tra gli altri da piccoli azionisti e Legacoop, per far fuori proprio lui e la sua Bper Futura. Denunce e veleni che anticipano code polemiche, ma che hanno già trasformato l’assemblea in una sfida campale, con tutti i soci mobilitati e pronti a scegliere le strategie future della Banca. Domani in Fiera a Modena ne sono attesi più di 6mila, sarebbe un record nella storia delle banche italiane.          


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