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Si annuncia infuocata l’assemblea dei soci della popolare dell’Emilia Romagna, che sabato prossimo sceglierà sei membri per il consiglio d’amministrazione. Samorì ha presentato un esposto contro i concorrenti, e Legacoop scende in campo a favore di “Rinnovamento e continuità”.

E’ una partita senza esclusione di colpi quella che si sta giocando per il rinnovo di sei membri del consiglio d’amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna. E sabato prossimo l’assemblea dei soci si annuncia infuocata, visto che il capolista di BpER Futura, l’avvocato Giampiero Samorì, oggi ha presentato un esposto al Consob, denunciando una sorta di accordo occulto fra le due liste rivali, che avrebbero esercitato pressioni con la finalità di impedire alla minoranza di ottenere un posto. Intanto, sempre oggi, scende in campo Legacoop Modena: “Credo che le posizioni più vicine alle riflessioni sviluppate in queste settimane dalle cooperative modenesi aderenti a Legacoop siano rappresentate dalla lista Rinnovamento e continuità”. Parole del presidente Roberto Vezzelli, e le riflessioni a cui fa riferimento sono quelle che erano state avviate per valutare la possibilità di promuovere una lista e un programma espressione del mondo cooperativo. Alla lista non si è arrivati, spiega Vezzelli, anche per problemi temporali, ma le indicazioni raccolte erano nella direzione di un programma vicino a quello proposto da Giovanni Battista Chiossi, che appunto guida la lista Rinnovamento e continuità. E il motivo, ha aggiunto il presidente di Legacoop, è che è indubbio l’apprezzamento verso la banca, la sua attenzione al territorio che la rendono “pilastro dell’economia e punto di riferimento per le imprese”, scrive nella nota, con l’obiettivo però di un rinnovamento senza traumi, di un maggior dialogo nel consiglio d’amministrazione. Vezzelli invita le società aderenti a Legacoop socie della Popolare a sostenere quindi questa lista, in posizione mediana rispetto a BpER Futura e quella presentata dall’attuale dirigenza nel segno della continuità. Anche Cisl ha incontrato i capilista, ma ha deciso di lasciare libertà di scelta, augurandosi però, ma forse è troppo tardi, un confronto sereno.


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