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Amministratori, artisti, sportivi, editori. Mentre continua la bufera sui redditi online curiosiamo tra le dichiarazioni dei modenesi più noti. In testa c’è il compianto Pavarotti.

La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo sul caso della pubblicazione online dei redditi dei contribuenti italiani del 2005. Martedì, a Modena come nelle altre città capoluogo, sarà il Codacons a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica. Sempre la prossima settimana l’Agenzia delle entrate fornirà risposte alla richiesta di delucidazioni fatta dal Garante della Privacy. I dati, bloccati sul sito dell’Agenzia, continuano però a circolare sul web e questa mattina la Gazzetta di Modena ha pubblicato i redditi dei maggiori contribuenti modenesi. Spulciando l’elenco dei redditi percepiti nel 2005 e dichiarati nel 2006 troviamo in testa ancora Luciano Pavarotti, il tenore morto lo scorso anno che dopo essere venuto a patti col fisco italiano dichiarava 7 milioni e mezzo di reddito imponibile con un’imposta netta superiore ai 3 milioni di euro: praticamente al pari del campione del mondo Fabio Cannavaro. Molto più bassi i redditi di alcuni colleghi illustri del compianto tenore: Mirella Freni dichiarava 159mila euro, Raina Kabaivanska 209mila, il maestro Leone Magiera 255mila euro. Redditi anche molto al di sopra dei 200mila euro per molti degli avvocati e dei notai modenesi: tre anni fa, ad esempio, il notaio Alessandro Frigo ha dichiarato più di 800mila euro, quasi un terzo però finito in tasse. Poco al di sotto Piero Ferrari, figlio del Drake, con 726mila euro (303mila di imposta netta). L’editore-imprenditore Rodrigo Vergara, patron di Logos, ha dichiarato 560mila euro. Imprenditrice anche Rossella Po, dell’omonimo colosso carpigiano delle cucine industriali, che, nel 2005, dichiarava 275mila euro. 352mila euro per il presidente uscente di Confindustria Modena Vittorio Fini. 326mila euro per Pietro Odorici, attuale presidente di Atcm e nel 2005 segretario generale di Lapam Federimpresa Modena. Infine 211mila euro per un mito dello sport come Franco Bertoli, presidente del Coni provinciale.


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