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Calano gli infortuni nel modenese, ma resta alta l’attenzione sul fenomeno, ancora troppo diffuso. Settori più a rischio, edilizia e agricoltura. Se n’è parlato oggi in Provincia.

Con 22.300 infortuni sul lavoro registrati nel 2006, la provincia di Modena può vantare una riduzione del 14% in 5 anni. E’ stato il 2002 l’anno più nero, con quasi 26.000 incidenti. Edilizia e agricoltura i settori più a rischio, soprattutto per gravità. Stabile negli ultimi anni il numero di morti: nel 2006 sono stati 21. 94 nei 5 anni considerati, di cui circa la metà in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto 2007 sulla Sicurezza sul lavoro, basato su dati Inail, al centro del Convegno che si è tenuto oggi in provincia, alla presenza di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, Ausl, sindacati e associazioni datoriali. “Il calo dipende dal successo delle azioni di prevenzione – sottolinea l’assessore provinciale Gianni Cavicchioli – che vanno affiancate ad un potenziamento degli strumenti di controllo e repressione forniti dalla normativa. Determinante anche il ruolo dello stesso lavoratore nel tutelare sé stesso.Non esistono solo settori più a rischio, ma anche categorie di lavoratori, come i giovani e gli stranieri. Preoccupante anche il dato sugli artigiani, tra i quali si registra la metà degli incidenti mortali dell’intero settore “Industria – commercio – servizi”.


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