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Un protocollo di intesa fra 4 province, tra le quali Modena, è stato siglato nei giorni scorsi con l’ obiettivo di migliorare le politiche abitative e di attuare iniziative comuni sul tema della casa.

I 6.700 alloggi di edilizia residenziale pubblica di Modena rappresentano quasi il 12% di quelli della nostra regione. Sono oltre il 20%, invece, i beneficiari dei contributi del Fondo sociale per l’affitto. Nei giorni scorsi a Reggio Emilia è stato firmato un accordo tra Reggio, Modena, Parma e Piacenza a favore di nuove e più efficaci politiche per la casa, in grado di rispondere sempre più efficacemente alle esigenze dei quasi 2 milioni di abitanti delle quattro provincie. Questa alleanza permetterà di razionalizzare i servizi e le attività fra le Aziende casa; ottimizzare e valorizzare l’organizzazione e le professionalità; attuare economie di scala che permettano di migliorare i livelli di efficienza, efficacia e qualità dei servizi, infine, promuovere le politiche per la casa secondo criteri di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Da dire ancora che il programma straordinario per il recupero di alloggi comunali, promosso dal Governo lo scorso anno, consentirà di recuperare all’affitto 195 alloggi a Modena, quasi il 15% di quelli previsti nella nostra regione. E sull’edilizia pubblica intervengono i sindacati confederali e di categoria di Modena: si dicono contrari all’aumento, dal 1 giugno, dei canoni di locazione per gli alloggi popolari. I sindacati parlano di rincari del 15 – 20%, il che significherebbe un aumento da 127 a 153 euro mensili. Il rischio, per le organizzazioni sindacali, è di produrre un pesante impatto sociale per le numerose famiglie di inquilini.


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