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In tanti questa mattina in centro a Modena per ricordare la festa della Liberazione. Una messa in Duomo, un corteo per le vie del centro e raduno in piazza Grande per ricordare il 25 aprile del ’45.

Una giornata preceduta da polemiche: alcuni esponenti di centro destra, anche locali, che hanno sostenuto che il 25 aprile sarebbe una festa di propaganda della sinistra. Per Leoni, del Pdl, occorrerebbe una nuova data di riconciliazione nazionale. Una Piazza gremita ha risposto indirettamente a queste dichiarazioni. Nel suo intervento il sindaco, Giorgio Pighi, ha affermato che quella di oggi: “Non vuole essere solo un’occasione rituale, ma una festa di fraternità, la prosecuzione e la consapevolezza del valore della democrazia. Un valore che viene da lontano e che ha le sue radici nel Risorgimento”. Il presidente della Provincia, Emilio Sabattini ha ricordato che quest’anno ricorre anche il 60esimo della nascita della Costituzione e che 30 anni fa, venne rapito e ucciso Aldo Moro. Lo stesso statista ucciso sottoliava in alcuni suoi interventi come il processo di democrazia, iniziato con la Resistenza, fosse lungo, lento, ma preciso e che sarebbe andato lontano, perché fonda le radici nel sacro diritto alla libertà. “Il 25 aprile festeggiato nel 60esimo anniversario della Costituzione rimanda agli stessi valori di convivenza democratica sanciti dalla carta fondamentale del paese, valori, quindi, che sono “patrimonio di tutti, non di una parte”. E’ quanto affermato dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani nel suo messaggio in occasione della Festa della liberazione. “E chi non comprende questo non essere “festa di parte”, sbaglia – conclude Errani. Che il 25 aprile appartenga a tutti gli italiani viene sottolineato anche dalla parlamentare modenese Manuela Ghizzoni. “Opporsi alla smemoratezza significa educare le giovani generazioni alla pratica quotidiana della democrazia – spiega la Ghizzoni che conclude invitando anche gli stranieri a conoscere la nostra Costituzione perchè, nel rispetto delle tradizioni e delle culture, propone un sistema di valori nato per garantire i diritti universali di uomini e donne”.


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