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Torniamo a parlare dell’ex Sipe, perché dopo le organizzazioni economiche, ora anche i sindacati manifestano perplessità sulle modifiche agli accordi del 2004, che aprirebbero la strada alla costruzione di un vasto parco commerciale.

Ex Sipe, i dubbi e le critiche, ora arrivano dai sindacati. Dopo Cna, Confesercenti, Lapam e Legacoop, dopo ambientalisti, minoranze interne del Pd e comitati civici, anche Cgil, Cisl e Uil chiedono, alle amministrazioni di Spilamberto, Vignola e Savignano e alla Provincia, di discutere la possibile modifica dell’accordo del 2004 per il recupero dell’ex fabbrica di esplosivi. Variante che aprirebbe la strada alla costruzione di un vasto parco commerciale con strutture di medie e grandi dimensioni. Ed è proprio il parco commerciale l’oggetto del contendere perché – come sottolineano i sindacati – per la realizzazione del polo tecnologico “obiettivo prioritario e vincolante del progetto, non si può accettare acriticamente qualsiasi intervento”. I sindacati chiedono di discutere lo sviluppo complessivo del distretto all’intero del Psc, in modo da garantire una crescita sostenibile che coniughi difesa dell’ambiente, qualità del lavoro e della vita dei cittadini. In particolare, Cgil, Cisl e Uil ritengono essenziale “capire quali prospettive determina per l’intero distretto l’ampliamento dell’offerta commerciale”. Nel mirino dei sindacati anche la rinuncia alle aree industriali, che l’accordo del 2004, destinava a piccole e medie imprese, collegate con il polo tecnologico, e l’incremento delle aree residenziali, per le quali – dicono – “occorre valutare l’impatto sia sulla viabilità sia sui servizi a partire da quelli scolastici”. Il recupero dell’ex Sipe, – sottolineano – deve ripartire dal polo tecnologico e da un impegno congiunto di tutti i soggetti coinvolti, enti locali, università e centri di ricerca, a valorizzare il progetto. Altrimenti – concludono le organizzazioni dei lavoratori – l’intervento deve essere rimesso in discussione. Il vivace confronto sull’ex Sipe, dunque, continua e si accende, con Cna, Confesercenti e Lapam, tra i critici della prima ora, che ad inizio maggio convocheranno gli associati per conoscere la loro opinione e presentarsi con più forza ai prossimi confronti con le amministrazioni interessate.


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