in:

Infrastrutture e logistica per conquistare il mondo, ma anche forte radicamento territoriale. Si muoverà su questi due assi l’azione di Pietro Ferrari, scelto ieri dalla Giunta dell’associazione, per guidare Confindustria Modena.

Il cellulare squilla di continuo. Tutti, stamattina, a complimentarsi con Pietro Ferrari per la nomina di ieri alla guida di Confindustria Modena. Un risultato per certi versi clamoroso, quello del 52enne ingegnere modenese, capace, nel ballottaggio finale, di superare in rimonta Filippo Borghi, che aveva ottenuto più consensi da parte degli associati, e che, prima ancora, era riuscito a non farsi travolgere dalla discesa in campo di Franco Stefani, candidato vicino a Montezemolo e ad alcuni grandi gruppi. Ma evidentemente, Ferrari, in oltre vent’anni d’incarichi in Confindustria, prima alla guida dei giovani poi con la Artoni al regionale, ha imparato a conoscere bene gli associati e adesso per qualche giorno può godersi la vittoria. A giugno l’assemblea generale ne dovrà confermare la nomina e da luglio per un triennio avrà il timone della nave. Ma le idee sono già chiare: “bisogna puntare – ci ha spiegato – su infrastrutture e logistica per conquistare il mondo, senza alterare il forte radicamento territoriale delle imprese modenesi”.Apprezzamento per la nomina a candidato unico alla presidenza di Confindustria Modena di Pietro Ferrari viene espressa, oggi, dal sindaco di Modena Giorgio Pighi. “I candidati in lista erano tutti di livello assoluto – dice il primo cittadino – La scelta è caduta su Pietro Ferrari, imprenditore eccellente e modenese di qualità che sicuramente saprà svolgere al meglio le sue nuove funzioni nell’interesse degli associati”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC