in:

Dopo Cna, Confesercenti e Lapam, anche Legacoop boccia il nuovo progetto di recupero dell’ex Sipe di Spilamberto e si dice pronta a mobilitare i soci di tutte le cooperative aderenti.

La Sipe continua a fare discutere, come quando le esplosioni causavano lutti e dolori. Adesso la fabbrica di polvere da sparo di Spilamberto ha chiuso, ma la discussione sulla riconversione riserva fuochi d’artificio. Dopo Cna, Confesercenti e Lapam, anche Legacoop boccia il nuovo progetto di recupero, proposto dalla proprietà, la Green Village srl, alle amministrazioni comunali di Spilamberto, Vignola e Savignano che, insieme, nel 2004 avevano approvato un accordo di programma sul futuro dell’area. Un accordo che ora vorrebbero modificare per consentire la realizzazione di un grande parco commerciale di poco meno di 20mila metri quadrati di vendita. Ipotesi bocciata in modo netto da Legacoop che invita le istituzioni “a fermare il percorso avviato senza inventarsi scorciatoie”, intese come varianti accelerate dei piani di programmazione territoriale e commerciale, sia a livello dei tre comuni sia a su scala provinciale. In caso contrario, Legacoop annuncia che metterà in campo con le 166 cooperative associate e 645mila soci, tutte le iniziative opportune per contrastare il progetto. L’associazione teme che si stravolga l’assetto commerciale della zona pedemontana, dopo un solo anno di approvazione del piano provinciale, e che “si apra così la strada ad iniziative che, partendo da non dimostrate necessità, produrranno nel modenese richieste e appetiti immobiliari e speculativi”. Le amministrazioni comunali, alle critiche, hanno sempre risposto sottolineando come la strada intrapresa fosse l’unica che poteva consentire la realizzazione nell’area di un importante polo tecnologico, centrale e vitale per lo sviluppo economico della zona.


Riproduzione riservata © 2016 TRC