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La stagione venatoria è di nuovo accompagnata da polemiche.

La stagione venatoria è di nuovo accompagnata da polemiche. In assemblea legislativa si è analizzato il piano faunistico regionale. Lorenzo Bruschi del Wwf Emilia-Romagna ha detto che “doveva essere un documento innovativo e attento alla tutela, così non è stato”. Poco è stato fatto, ha evidenziato, “per diminuire la pressione venatoria sulla fauna migratoria”. Il relatore ha lamentato anche “una riduzione delle aree protette”. Inoltre, ha poi sottolineato, “nel piano non è stato affrontato il tema della vigilanza del territorio”. Sui danni causati da ungulati, infine, ha chiesto l’applicazione, in agricoltura, di sistemi dissuasivi. La responsabile delle Ggev Reggio Emilia, Maria Luisa Borettini, ha lamentato problemi nella gestione e nell’organizzazione dell’attività sul territorio. Ha poi chiesto l’attivazione di un tavolo per affrontare il tema della vigilanza, “rivedendo anche i numeri della polizia provinciale”. L’assessora all’Agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli, ha ribadito che “il piano è il risultato di un anno e mezzo di concertazione con le associazioni”.

Ma le contrarietà non si fermano. “La Regione avrebbe dovuto rinviare l’apertura della stagione venatoria. Il periodo di forte siccità che sta caratterizzando il nostro territorio e la presenza ancora di molti turisti anche nel mese di settembre sono delle ottime motivazioni per predisporre un rinvio più che legittimo e che può essere ancora decretato”. È questa la richiesta di Giulia Gibertoni contenuta in un’interrogazione presentata alla Giunta. “Così come la Regione, recentemente, ha acconsentito in via straordinaria a prelievi di acqua nell’Appennino romagnolo per affrontare i problemi generati dalla siccità per diverse colture della zona, allo stesso modo ci sarebbe dovuto essere un rinvio della stagione venatoria, bloccando l’apertura in un periodo in cui molti animali sono in situazioni di rischio, causate anche dallo stato di siccità – spiega Giulia Gibertoni – Inoltre l’apertura della stagione di caccia in un periodo, quello attuale, ancora caratterizzato da una forte presenza di turisti, potrebbe comportare seri rischi, oltre che condizionare la presenza degli stessi in futuro”. Ecco perché nella sua interrogazione Giulia Gibertoni chiede alla Giunta di tornare sui suoi passi e bloccare l’apertura della stagione venatoria. “La Regione non può pensare di promuovere solo le vacanze nelle zone marine ma deve cercare di tutelare al massimo anche quelle che riguardano l’entroterra, caratterizzato da una ricca offerta escursionistica ed enogastronomica – conclude Giulia Gibertoni – Eccellenze e particolarità che però mal si conciliano con la presenza di cacciatori”.


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