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Sempre più raccolta differenziata in Emilia-Romagna: sale al 64,3% nel 2017, +2,5% rispetto all’anno precedente.

Sempre più raccolta differenziata in Emilia-Romagna: sale al 64,3% nel 2017, +2,5% rispetto all’anno precedente. Un Comune su tre già oltre l’obiettivo del 73% fissato dalla Regione per il 2020, ancora meglio in tutti quelli con la tariffazione puntuale (pago per quanto butto). Bonaccini: “Ai primi posti in Italia, al lavoro per sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente”.

Equivalente a 417 chili per ogni abitante. Contemporaneamente, cala la produzione di rifiuti solidi indifferenziati: -8,65%. L’assessore Gazzolo: “La legge sull’economia circolare funziona. Nuova cultura contro lo spreco e tariffa puntuale in tutto il territorio per migliorare ancora”

Attivi tutti i territori, nei quali non si scende mai al di sotto di una soglia di poco inferiore al 55%. Per fare alcuni esempi, fra le province Parma tocca il 77,6%, Reggio Emilia il 71,3%, Ferrara il 68% e Modena il 67,8%. Rispetto al 2016, il balzo in avanti più rilevante è quello segnato dal territorio ferrarese: +7,2% (sul 60,8% dello scorso anno). Bene il parmense con +3,7% (sul 73,9%) e il riminese in crescita del 3,3% (sul 60,2%).

L’aumento della differenziata corrisponde a un calo della produzione di rifiuti urbani indifferenziati, che l’anno scorso si è fermata a 1 milione e 35 mila tonnellate: -8,65% rispetto al 2016. Una tendenza in linea con il continuo decremento registrato dal 2002: da allora – quando si attestava su un milione e 901 mila tonnellate – la produzione di indifferenziato è crollata del 45,56%.
Per quanto riguarda la composizione merceologica, la percentuale maggiore (22%) è relativa al verde (scarti di giardino e grosse potature); seguono carta e cartone (21%), umido (15%), vetro (8%), legno (8%), plastica (7%), ingombranti (letti, materassi 4%) e inerti domestici (oggetti di scarto di lavori edili domestici 5%), metalli ferrosi e non (2%), altre raccolte differenziate (3%), i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti Raee (1%).

“L’Emilia-Romagna è ai primi posti in Italia per raccolta differenziata e prosegue verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano regionale rifiuti, nel quale abbiamo spostato in alto l’asticella convinti di poter coinvolgere i territori in uno sforzo comune per la salvaguardia dell’ambiente e la vivibilità degli spazi urbani- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. I numeri ci danno ragione. Ringrazio per questo i sindaci, gli amministratori locali, i gestori dei servizi di raccolta e smaltimento e, soprattutto, i cittadini. Serve infatti l’impegno di tutti per far crescere la cultura contro lo spreco e per produrre meno rifiuti, perseguendo un modello di sviluppo sostenibile a favore dell’economia circolare, un sistema dove i materiali siano tutti potenzialmente riciclabili e in cui i rifiuti diventano nuove risorse. Si tratta di un lavoro ancora da completare- chiude Bonaccini- ma siamo determinati a farlo, confermandoci Regione autosufficiente nella gestione dei rifiuti solidi urbani e mettendo le nostre buone prassi a disposizione di chi, nel Paese, punti a uscire dalla logica dell’emergenza”.

“La raccolta differenziata è un tassello fondamentale della strategia per la transizione a un’economia sempre più circolare- sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo-, vero obiettivo di sostenibilità di lungo periodo della Regione: la ricetta messa in campo funziona, come dimostrano i risultati del 2017. Avanti così, con la piena applicazione della tariffa puntuale a tutto il territorio entro il 2020: è una delle leve più importanti per conseguire i traguardi che ci siamo dati. Significa che ciascuno, cittadino o impresa, paga ‘per quanto butta’: chi produce più indifferenziato, avrà una bolletta più elevata. È un principio di equità e di responsabilità, una leva per una gestione dei rifiuti, stili di vita e comportamenti quotidiani sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale”.

La raccolta differenziata oltrepassa abbondantemente il 50% in tutte le province (si va dal 54,8% al 77,6%). Parma tocca il 77,6%, facendo registrare un incremento pari al 3,7% rispetto al 73,9% del 2016. Reggio Emilia segna il 71,3% (+2,9% rispetto al 2016), poi Ferrara che raggiunge il 68% e mette a segno l’aumento più rilevante sull’anno precedente: +7,2%. Modena con il 67,8% (+3% in più), quindi Rimini al 63,5% (+3,3%) e sale anche Bologna con un +2,8%, centrando il 59,5% di differenziata. Forlì-Cesena si attesta al 56,4% (+0,8) mentre Ravenna è sostanzialmente stabile col 54,8% (-0,4%). Calo per Piacenza, al 61,1% rispetto al 63,4% dell’anno precedente. Il passaggio alla tariffa puntuale, indispensabile per accrescere le percentuali di raccolta differenziata, avverrà in modo completo in tutti i territori quando saranno aggiudicate le nuove gare per il servizio di gestione rifiuti. Entro l’autunno prenderanno il via a Bologna, Modena e Reggio Emilia, mentre sono in corso le procedure di aggiudicazione per Piacenza, Parma , Ravenna e Cesena.


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