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Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento sono diventati i partner del progetto europeo Prepair

L’allarme sulla qualità dell’aria in Emilia Romagna è scattata già da tempo. Anche il 2018 è iniziato con tanti, troppi sforamenti, dei livelli delle polveri sottili. E con l’arrivo dei primi caldi sono già iniziati i superamenti dei livelli di guardia dell’ozono.
Un problema, grave, diffuso e piuttosto omogeneo in tutta la Pianura Padana e oltre. E allora Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento sono diventati i partner del progetto europeo Prepair e, in via sperimentale fino al 2023, adotteranno le stesse modalità di monitoraggio delle azioni per la qualità dell’aria. Questo protocollo comune, attraverso un apposito applicativo web, valuterà anche le 427 misure già pianificate dalle Regioni tramite i propri Piani per la qualità dell’aria.
L’obiettivo strategico perseguito dalle Regioni e Province italiane partner del progetto europeo Prepair (Po Regions Engaged to Policies of Air) è quello di promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili in quest’area.
Il protocollo di monitoraggio dell’aria prevede una struttura comune di responsabilità, scadenze e indicatori di monitoraggio, e appunto l’utilizzo da parte delle Regioni di una piattaforma web che permetterà di rendicontare le azioni e monitorarne lo stato di attuazione. Sarà quindi possibile, attraverso questo catalogo comune di classificazione delle azioni, valutare e comunicare i risultati conseguiti a livello di bacino padano. Gli indicatori utilizzati permetteranno di avere il quadro sia degli strumenti di policy attivati e delle risorse finanziarie utilizzate, sia degli impatti concreti sul territorio, nonché quello della riduzione di emissioni inquinanti.


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