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Meteo nazionale. Lo propone il ministro Galletti, l’assessore regionale risponde: “Sì, ma partendo dalle esperienze locali”

“Oggi non è possibile con questa costituzione avere un centro meteo nazionale, perché la meteorologia è affidata alle Regioni: questo è un errore, è un errore grave da segno rosso, perché oggi avere invece un centro meteo nazionale con delle linee guida nazionali rafforzerebbe il sistema”. Lo ha detto Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, a proposito delle polemiche fra il governatore toscano Enrico Rossi e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin sullo stato di allerta per il nubifragio del weekend.

“Sono d’accordo con il ministro Galletti, quello di cui il Paese ha bisogno è un Sistema nazionale meteorologico, in grado di mettere a sistema e in valore la grande esperienza e professionalità sviluppata sia a livello centrale che a livello regionale”.
Con queste parole l’assessore regionale all’Ambiente, difesa del suolo e protezione civile della Regione Emilia-Romagna Paola Gazzolo commenta quanto detto oggi dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a proposito della necessità di istituire un Centro meteo nazionale.

Secondo Gazzolo, la strada da percorrere è quella di un “sistema federato, in grado di far rete e con il concorso degli organi statali e delle Regioni”.
Il modello, secondo l’assessore emiliano-romagnolo, dovrebbe essere quello del Sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico, fondato sulla rete dei Centri funzionali della protezione civile.

“Quello che va creato – continua Gazzolo – è un unico Servizio meteo pubblico nazionale che raccolga e metta a sistema i patrimoni meteorologici e climatologici delle Regioni e dello Stato, molto consistenti ma purtroppo troppo frammentati. Un Servizio dotato di autonomia scientifica, tecnica ed amministrativa che dovrà svolgere i compiti conoscitivi, tecnico-scientifici ed operativi nel campo della meteorologia e della climatologia e fornire informazioni e previsioni a tutte le Autorità ed ai soggetti pubblici interessati.”


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