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Il serpente dormiva tra i pallet posizionati nella centrale termica, al calduccio, in una ceramica di Solignano Nuovo.

Era lì, tranquillo, che dormiva tra i pallet posizionati nella centrale termica, al calduccio, in una ceramica di Solignano Nuovo. Ma si sono sentiti meno tranquilli gli operai che lo hanno trovato arrotolato, lungo un metro e 40. Gli audaci dipendenti, a distanza di sicurezza, hanno fotografato il rettile e hanno mandato l’immagine sulla app del Pettirosso. In fondo poteva essere un normale e nostrano serpente biacco, che poteva semplicemente essere rimesso all’aperto. Invece, hanno subito scoperto gli esperti del centro fauna selvatica, si trattava di un colubro lacertino, sostanzialmente un cugino di secondo grado del pericoloso cobra. Il suo veleno, però, a differenza di quello del parente, non è letale per l’uomo, per la particolare collocazione delle zanne: un morso in ogni caso può provocare temporanei disturbi alla pelle. Naturalmente se lo si lascia in pace non fa male a nessuno, anzi, ghiotto di roditori è importante per l’ecosistema. E’ originario dei Balcani e di Spagna e Francia meridionale, ed è arrivato così lontano da casa probabilmente infilandosi in un camion o in un container per fare una sorpresa agli operai modenesi. Che con grande responsabilità hanno lasciato in pace l’animale, fauna protetta, e chiamato aiuto, come il Pettirosso ricorda sempre di fare in questi casi. E così i volontari, assieme a Vigili del fuoco e personale Asl, hanno recuperato il rettile, che ora si trova nella struttura di via Nonantolana, in attesa che per lui sia trovata una collocazione definitiva. Intanto, nella sua casa temporanea può strisciare, sibilare e alzare la testa, movimento che usa come minaccia per i nemici, senza spaventare nessuno.


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