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Il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni animaliste, la decisione non era motivata.

La seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso di Lega per l’abolizione della caccia, Associazione vittime della caccia e Animal Liberation (associazioni animaliste rappresentate e difese dall’avv. Massimo Rizzato) contro l’ordinanza del comune di Sant’Agostino che consentiva l’abbattimento di piccioni. Ne da’ notizia Animal Liberation. Il collegio presieduto da Giacarlo Mozzarelli ha ritenuto fondati due motivi del ricorso. Viene rilevata la carenza di motivazione dell’ordinanza che “non indica, come invece avrebbe dovuto indicare, quali siano gli effettivi pericoli per la salute pubblica attualmente e direttamente derivanti dalla presenza di tale specie animale, nonché le ragioni per le quali tali pericoli non possono essere affrontati mediante gli ordinari strumenti previsti dalla vigente normativa statale e regionale”. Inoltre l’ordinanza non indica altri elementi come il numero di piccioni presenti nel territorio comunale ed il numero degli animali che si ritiene eccessivo, quindi, da abbattere. Il Collegio infine osserva che anche qualora si ritenesse legittimo l’ordine di abbattimento, “in nessun caso il provvedimento avrebbe potuto autorizzare per tale operazione indistintamente tutti i cacciatori che esercitano l’attività venatoria nel territorio comunale”. Una simile soluzione è per i giudici in aperto e stridente contrasto con l’art.19 della legge 157 del 1992, che affida l’abbattimento pianificato delle specie animali costituenti la fauna selvatica unicamente ai soggetti indicati nella stessa norma.


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