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Legambiente lancia la seconda fase della mobilitazione a salvaguardia dei terreni agricoli. “La politica deve sapere cose pensano i cittadini”.

“Stop al cemento”: Legambiente Emilia-Romagna lancia la seconda fase della mobilitazione contro la cementificazione dei terreni agricoli che secondo l’associazione sono destinati a sparire. Stavolta propone ai cittadini di far sentire la propria voce, tramite una raccolta firme e l’invio di cartoline dirette ai consiglieri regionali per fare pressione e ottenere un provvedimento entro la fine del mandato. “Poco più di un anno per frenare l’emorragia di campagna nella rehione – dichiara il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Lorenzo Frattini – è il tempo a disposizione del Consiglio regionale, prima dell”inizio della fase pre-elettorale”. Da oggi, dunque, nei circoli e nei banchetti di Legambiente sarà possibile firmare la petizione. Inoltre si potrà firmare in quei negozi ed esercizi pubblici che aderiranno all’iniziativa in tutta la regione. Ad oggi a Bologna hanno già aderito Alce Nero, Bottega del Mondo e Camera a Sud. Altri esercizi in regione sono la Libreria Rizzati Marino a Comacchio, Antico Caffè La Ghiaia a Parma e Osteria Virgilio sempre a Parma. Si potrà aderire anche firmando sul sito, ma “noi preferiamo farci vedere coi nostri banchetti” sottolinea Frattini. A tutti i firmatari verrà consegnata una cartolina da inviare alla presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi. Si tratta di una campagna che serve a far sapere alla politica che alle persone sta a cuore l’uso che si fa del territorio”.


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