in:

Primo round agli animalisti, che hanno raccolto più di 11mila firme. Ma la soluzione è lontana, la Provincia sta controllando la completezza del parere dell’Ispra.

Passo indietro della Provincia di Piacenza sull’autorizzazione a cacciare le volpi. Non a seguito delle proteste degli animalisti, precisa però l’ente, ma solo perchè analogo piano a Reggio Emilia è stato respinto dal Tar per questioni inerenti la completezza del parere dell’Ispra. Contro la caccia alle volpe ha consegnato  all’assessore Manuel Ghilardelli le firme raccolte, finora oltre 11mila e 500. La richiesta degli animalisti è chiara: “Fermare il piano di abbattimento quinquennale e revocare l’assurda decisione di uccidere le volpi” ha spiegato all’assessore il presidente provinciale di Legambiente, Laura Chiappa. Ghilardelli, che si è presentato per ricevere il faldone contenente le sottoscrizioni ha commentato: “Esercizio di democrazia del quale terremo conto. Le decisioni, comunque, non si prendono in piazza ma nelle sedi opportune, però siamo pronti al dialogo”.

 

Le ragioni degli animalisti sono state esposte più volte: “E’ questo un modo per prolungare tutto l’anno la stagione venatoria  ed eliminare animali considerati “fastidiosi competitori ” dai cacciatori”. Legambiente contesta anche le forme di caccia che verrebero autorizzate: la caccia in tana che si svolge facendo entrare cani addestrati nelle tane per far uscire le volpi e poterle uccidere. È stata autorizzata anche nei periodi di nascita e svezzamento dei cuccioli che vengono quindi morsicati dai cani, uccisi e trascinati fuori dalle tane. L’altra è la cattura con le trappole a cassetta, piccole gabbie che imprigionano l’animale e che dovrebbero essere controllate due volte al giorno per ucciderlo, senza lasciarlo a lungo chiuso, ma che in realtà rischiano di provocare una morte lenta per sete e fame.


Riproduzione riservata © 2018 TRC