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Favorire l’uso di animali domestici nelle strutture per persone in difficoltà, ma no ad allevamenti specifici. Accolte le richieste di Clama Ravenna onlus.

Via libera in Regione alla Pet therapy, ma non all’allevamento di animali esclusivamente per questo tipo di assistenza e cura. Inoltre, gli animali per la Pet therapy devono appartenere a specie domestiche “in grado di instaurare relazioni sociali con l’uomo”; quindi, solo cani, gatti, conigli, cavalli e asini. E’ quanto stabilisce la nota tecnica presentata dalla Giunta e illustrata alla commissione Politiche per la salute e politiche sociali. Le finalità contenute nella nota tecnica accolgono le richieste della petizione popolare inviata all’Assemblea legislativa dall’associazione “Clama Ravenna Onlus” per “incentivare la pet therapy, agevolando la presenza di animali d’affezione presso ricoveri e case famiglie, ma di non consentire l’apertura di centri di addestramento per questo fine”.

 

La commissione, dopo aver esaminato la petizione, ha formulato all’unanimità una relazione basata sulla nota tecnica presentata dalla Giunta. Nel documento, appunto, uno dei passaggi significativi è quello in cui si dice che non è prevista l’istituzione di allevamenti specificatamente dedicati alla “produzione” di cani per la pet therapy in quanto gli animali, come si spiega in una nota, devono presentare specifiche caratteristiche soggettive (non legate ad esempio alla razza), una idonea educazione e non un particolare addestramento. Inoltre, devono essere sottoposti a una valutazione comportamentale di un medico veterinario.


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