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Ambiente: studio, nuove culle di biodiversità marine. In team studiosi internazionali pure ricercatrice ateneo Bologna

Nei mari del pianeta esistono nuove ‘culle’ di biodiversità marina, oltre alle barriere coralline. E’ quanto emerge da uno studio – pubblicato nel numero di questa settimana della rivista Nature -, condotto da un team internazionale di ricercatori tra cui Laura Airoldi, professoressa di ecologia dell’Università di Bologna e attualmente all’Università di Stanford con una borsa di ricerca Fulbright. In base alla ricerca sui pesci costieri – si legge in una nota dell’Ateneo felsineo – ”se la diversità viene misurata considerando non solo il numero di specie presenti, ma anche la loro abbondanza ed il loro ruolo funzionale nell’ecosistema, emergono nuovi hotspot di biodiversità, tra cui alcuni in regioni temperate”.

 

Il team di ricerca ha condotto lo studio attraverso l’analisi di dati ottenuti da oltre 4 mila campionamenti standardizzati di pesci in 1.844 località in tutto il mondo, che comprendevano regioni tropicali, temperate e polari. I campionamenti sono stati condotti nell’ambito del programma Reef Life Survey, un progetto di ‘citizen science’ finanziato dal governo australiano. La ‘citizen science’ è un metodo di ricerca scientifica che si sta affermando in molti campi e che, con il coinvolgimento del pubblico, in questo caso volontari subacquei, sta dando risultati importanti in molti settori, dall’astronomia alla biochimica.


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