in:

La gestione dello stadio Braglia al centro del contendere: si va verso la revoca della convenzione chiesta oggi anche dal gruppo consiliare del Pd

Si stringe il cerchio attorno al Modena e ad Antonio Caliendo. Al centro del contendere lo stadio Braglia e le inadempienze del club gialloblu nei confronti del Credito sportivo e del comune. Il primo ha inviato il 3 maggio scorso la terza raccomandata di sollecito chiedendo il pagamento delle rate del mutuo scadute nel 2016 comprensive di interessi per una cifra totale di 270 mila euro. L’amministrazione contesta alla società il mancato rispetto degli accordi previsti all’interno della convenzione riscritta nel marzo 2015. La partita a scacchi dura da mesi. Caliendo non paga e chiede al sindaco un incontro per rivedere i termini di un accordo che non teneva conto dei cambiamenti legati alle diverse categorie in cui il Modena è impegnato. Il Comune chiede, per mettersi attorno a un tavolo, che prima il Modena rispetti gli impegni e nel frattempo si tutela di fronte all’ipotesi di riprendersi la gestione diretta del Braglia, di cui era e resta proprietario. La strada è quella di farsi carico delle rate del mutuo che il Modena dovrebbe pagare attraverso una deroga al patto di stabilità che metterebbe il Comune nelle condizioni di ricevere dalla Regione un finanziamento di oltre quattro milioni di euro che permetterebbe in primis di ridiscutere un accordo con il Credito sportivo per un mutuo equivalente.
L’operazione porterebbe a revocare la convenzione tra Comune e Modena calcio per inadempienza, con la conseguenza che con Caliendo come legale rappresentante l’amministrazione non potrebbe più sottoscrivere accordi, nemmeno per concedere il solo utilizzo in affitto dello stadio. Il club gialloblu finirebbe dunque fuori dalla sua casa e l’amministrazione comunale avrebbe gli strumenti per rivalersi anche dal punto di vista legale nel confronti del club. In questa direzione si muove anche il gruppo consigliare del PD che questa mattina, appoggiato da Mdp, ha presentato una mozione per la revoca della convenzione in cui si chiede che il Comune predisponga fin d’ora un nuovo piano di gestione del bene pubblico stadio.


Riproduzione riservata © 2018 TRC