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Polemiche dopo l’annuncio di un corso di arabo e islam alle scuole elementari di San Felice

Polemiche dopo l’annuncio di un corso di arabo e islam alle scuole elementari di San Felice, organizzato dall’associazione di immigrati nordafricani La Pace Onlus e per lo svolgermento del quale il Consiglio di Istituto ha autorizzato l’uso dei locali scolastici. Il progetto prevede ogni domenica, dalle 9 alle 12:30, i locali della scuola all’associazione La Pace per insegnare l’arabo a 200 bambini di origine nordafricana e ad eventuali bambini italiani o di altre origini che volessero prendervi parte, per un costo di 10 euro mensili. Un corso, specifica l’associazione, che vuole solo insegnare la lingue e qualche accenno storico. Ma
il senatore Enrico Aimi parla di idea folle, presenterà un’interrogazione al ministero e contestualmente una segnalazione al Prefetto. Per i leghisti Bargi e Golinelli si tratta di un precedente gravissimo e di operazione contraria all’integrazione. I due esponenti del Carroccio chiedono di bloccare l’iniziativa. Scelta completamente sbagliata anche per Carlo Giovanardi, di Idea Popolo e Libertà, che contesta l’utilizzo della scuola pubblica. Dello stesso avviso anche la coordinatrice di Forza Italia Giovani Valentina Mazzacurati che considera la scelta inaccettabile perché crea un precedente pericoloso. “Rimaniamo basiti dalla decisione del Consiglio di istituto. L’integrazione e l’accoglienza sono principi importanti ma chi arriva in Italia e qui vuole rimanere, deve essere disponibile a recepire quelle che sono le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra lingua. Fratelli d’Italia ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro della Istruzione Marco Bussetti e chiede la immediata sospensione di questa folle iniziativa”. Lo dichiara il vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia Tommaso Foti.

Di diverso avviso la Cigl. Il sindacato scuola Flc/Cgil di Modena “ritiene positivo che gli spazi di una scuola possano essere utilizzati dalle associazioni del territorio che si riconoscono nella Costituzione italiana e ne rispettano valori e principi: una scuola aperta nei giorni festivi, piuttosto che al pomeriggio o alla sera, rappresenta un presidio di cultura e di libertà per ogni quartiere e per ogni territorio”.


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