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Rischio chiusura per “La lucciola” di Ravarino, apprezzato centro per ragazzi con handicap, ma l’Asl risponde

Rischio chiusura per “La lucciola” di Ravarino, apprezzato centro per ragazzi con handicap, accreditato e convenzionato con l’azienda Usl. Le famiglie che lo frequentano hanno scritto una lettera aperta per spiegare le loro preoccupazioni: a fronte di 80 posti disponibili, l’azienda usl invia alla struttura meno di 60 ragazzi, provocando un sottoutilizzo molto penalizzante dal punto di vista economico, come spiegato in una recente riunione. Con gli anni, lamentano le famiglie, l’Asl ha inviato al centro sempre meno ragazzi anche a causa di una nuova legge della Regione che impone di aspettare gli 11 anni. Un assurdo, sostengono i genitori, dato che in tanti avevano iniziato a frequentare il centro coi bimbi a 4 o 5 anni, notando da subito miglioramenti. La riabilitazione, spiegano, prima inizia e meglio è e alla Lucciola vengono proposte tante attività. Immediata la risposta dell’Asl. “La preoccupazione espressa in ordine alla cura dei propri figli è comprensibile, ma respingiamo con fermezza il solo sospetto che per il servizio pubblico sanitario non valga la pena di curare i pazienti cronici o che qualcuno voglia risparmiare a scapito dei pazienti”: così il direttore generale dell’Ausl di Modena Massimo Annichiarico risponde ai genitori del Centro La Lucciola. Nel nostro territorio – continua Annichiarico – i servizi per la neuropsichiatria infantile si sono moltiplicati nel tempo, consentendo di prendere in carico in più strutture un numero di pazienti maggiore che nel passato: “i tempi di attesa sono contenuti e le tecniche riabilitative tra le più accreditate” – precisa il direttore generale che però sottolinea come altre famiglie hanno idee diverse sui modelli di trattamento, quindi l’invito a non trasformare la questione in uno scontro ideologico mettendo pazienti e famiglie gli uni contro gli altri.


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