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“Per conoscere bene una verità, bisogna averla combattuta”

“Per conoscere bene una verità, bisogna averla combattuta”, scriveva il filosofo e poeta tedesco Novalis. E di certo, nonostante la natura sfuggevole e a tratti inafferrabile della verità, il festival filosofia 2018 è stata una pacifica lotta per la conoscenza, durata tre giorni e che ha visto protagonisti come parte di una stessa squadra non solo gli oltre 50 relatori che si sono succeduti sui vari palchi tra Modena, Carpi e Sassuolo, ma anche le quasi 190mila presenze registrate, tra programma filosofico e cartellone artistico. Quasi una task force del pensiero filosofico, guidata da filosofi, psicanalisti, antropologi, sociologi, storici e esperti di vari temi. Tutti, a partire dai loro ambiti di ricerca e studio, hanno declinato il tema della verità: le forme di verità, i transiti tra vero e falso, le prove e le testimonianze, l’influenza dell’opinione pubblica, le falsificazioni.
La partecipazione nell’arco dei tre giorni, tra le piazze e i musei, è stata più uniforme rispetto agli ultimi anni, con tre picchi in particolare: le lezioni di Massimo Cacciari, Michela Marzano e Umberto Galimberti.
E il primo passo del festival filosofia 2019 è stato compiuto, con l’annuncio del tema: sarà la persona.
Il comitato scientifico ha anche svelato che la parola “persona” ha superato in un ideale ballottaggio il tema giustizia, poi accantonato perché poteva apparire troppo politico. L’edizione della maggiore età si archivia quindi con numeri molto positivi e il festival si conferma un format che condensa formazione pubblica e ricaduta positiva sul territorio, sia in termini d’immagine, sia in termini economici (uno studio ha rilevato che ogni euro investito dall’organizzazione del festival ne frutta 4).


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