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Lo spettacolo in tre atti, secondo appuntamento – il più atteso – nel cartellone di ModenaDanza

Quando la sala si riaccende sull’inchino dei protagonisti, l’abbraccio del Pavarotti “da tutto esaurito” da l’idea esatta dell’eccezionalità della data. Spettatori provenienti da ogni dove si sbracciano, intonano cori e sfilano fiori dai bouquet per celebrare la presenza e la performance di Sergei Polùnin a Modena. Lo spettacolo in tre atti, secondo appuntamento – il più atteso – nel cartellone di ModenaDanza, è Sartori, parola giapponese ad indicare il “risveglio improvviso” e “l’illuminazione”: quella del pubblico dopo la performance, è certo, ma soprattutto quella descritta dell’artista tra i più noti e controversi della scena mondiale.
In tre pagine dal registro differente ma ugualmente intenso, il progetto Polùnin scrive la storia personalissima del grande ballerino, dalle tensioni laceranti che ne hanno segnato infanzia e gioventù, fino alla conquista della vetta, approdo di una carriera fulminante. Sergei Polunin, quello dei tatuaggi e dei colpi di testa, delle affermazioni provocatorie e delle rotture, fino al cinema, ai reality e all’espolosione pop del video gi David La Chapelle.


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