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L’uomo arrestato per l’omicidio di una prostituta ha anche aggredito in strada una 18enne e molestato una 30enne a Zocca

L’uomo avvicina la ragazza 18enne per strada, in pieno giorno, fingendosi carabiniere. Lei indietreggia ma lui insiste, la segue: lei cerca di allontanarsi ancora, e a quel punto lui l’aggredisce. Ma la giovane reagisce, si divincola e scappa. L’uomo desiste, sale in auto e si allontana mentre la ragazza torna a riprendere la borsetta caduta nella colluttazione. E’ il 2 settembre scorso e siamo in pieno centro a Savignano sul Panaro. Per questo episodio qualche giorno dopo finisce in carcere Raffaele Esposito, 34 anni, cuoco in un agriturismo del paese. Parte da qui il filo conduttore che porterà i carabinieri a dare un volto e un nome al presunto assassino della giovane prostituta rumena il cui corpo carbonizzato venne trovato il 10 settembre scorso a San Donnino. Per gli inquirenti coordinati dalla procura di Modena è lui l’assassino della ragazza, e l’avrebbe uccisa proprio il giorno prima della tentata aggressione della 18enne, anche se il corpo è stato trovato solo alcuni giorni dopo. E al 34enne viene attibuito anche un altro grave episodio di cui avevamo già parlato, avvenuto il 24 agosto a Zocca: una ragazza aveva raccontato ai carabinieri di un uomo che l’aveva aggredita e violentata nel garage di casa dove era scesa per prendere l’auto per recarsi al lavoro. Intrecciando tutti questi episodi gli uomini dell’rama sono arrivati a dissipanare una intricata matassa.
Nel video si vedono le immagini dell’uomo durante l’aggressione a Savignano: i fatti erano stati immortalati dalla videosorveglianza. la ragazza ai carabinieri aveva raccontato che il criminale aveva in mano un batuffolo di cotone, forse imbevuto di qualche sostanza.

L’uomo (nella foto sotto) ha ammesso la responsabilità della violenza sessuale, mentre le fasi del sequestro sono state riprese dalle telecamere di una abitazione. Sull’omicidio avrebbe incolpato misteriosi uomini di colore, ammettendo di aver bruciato il corpo e di averlo fatto per paura. Una versione ritenuta fantasiosa e inverosimile dagli inquirenti.

Raffaele Esposito


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