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L’indagine è partita da uno studente cinese che dormiva a scuola. Ai carabinieri ha raccontato che di notte lavorava nel laboratorio di famiglia

L’indagine è partita da uno studente che dormiva a scuola. Di certo non parliamo di un reato, ma di un comportamento deprecabile, che si è trasformato in sospetto perchè quel giorno in cattedra c’erano i carabinieri, impegnati in una lezione di legalità. Il ‘bello addormentato’ ha 15 anni, è di nazionalità cinese e frequenta un istituto superiore di Carpi. Al termine dell’incontro, i militari hanno raccolto qualche informazione, da una compagna del ragazzo anche lei cinese, hanno saputo che il 15enne dormiva sul banco perchè di notte lavorava nel maglificio gestito dai genitori, a Novi di Modena, dove la famiglia ha anche la residenza. In realtà quando i carabinieri sono entrati in azione, intorno alla mezzanotte, il ragazzo non stava lavorando ma giocando con la sorella alla play station, ma intorno a loro l’attività era nel pieno: tra materassi di fortuna e scarti di verdura – segno che ambiente di lavoro e casa erano tutt’uno – le macchine da cucire erano tutte occupate. Otto i lavoratori cinesi impegnati, più della metà non in regola, uno clandestino; quest’ultimo verrà espulso e riportato a Pechino. Il titolare del maglificio, un imprenditore di 50 anni cinese, è stato denunciato e multato per 15.600 euro e, come prevede la legge, l’attività della ditta è stata sospesa per 30 giorni. Un mese in cui anche lo studente 15enne non avrà più scuse e in classe dovrà restare sveglio.


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