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Rocco Antonio Baglio è stato condannato a dieci anni di carcere per l’inchiesta sugli appalti a Serramazzoni, in particolare quello per i lavori allo stadio

Rocco Antonio Baglio è stato condannato a dieci anni di carcere per l’inchiesta sugli appalti a Serramazzoni, in particolare quello per i lavori allo stadio Roccaforti. L’inchiesta Teseo, quattro anni di istruttoria, una maxi indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal pubblico ministero Claudia Natalini. Baglio, originario di Polistena, Reggio Calabria, negli anni 80 al confino nel modenese dopo il divieto di soggiorno nei comuni dell’Italia meridionale, è stato condannato in primo grado per incendio, estorsione, turbativa d’asta e corruzione dell’ex sindaco di Serramazzoni Luigi Ralenti, per il quale però è scattata la prescrizione. La procura aveva chiesto 6 anni, il giudice Meriggi ha deciso che non bastavano. La prima indagine comincia nel 2009 dopo l’incendio alla villa di Giordano Galli Gibertini: Rocco Baglio viene intercettato assieme a Salvatore Guarna e Marcello Limongelli, parlano dell’incendio ma soprattutto fanno riferimenti al primo cittadino Ralenti e da lì scatta il secondo filone d’indagine, quello relativo agli appalti dei lavori di restyling dello stadio di Serramazzoni. Indagini difficili – chiariscono dalla Procura di Modena – dove chi aveva subito estorsioni non ha voluto collaborare: “C’era intimidazione come ai processi di mafia anche se questo non è un processo di mafia” – ha commentato a caldo il procuratore capo Lucia Musti esprimendo soddisfazione per l’esito del processo. Dieci anni per Baglio, 3 anni per Marcello Limongelli e 3 anni e 2 mesi per Salvatore Guarna, conterranei e per gli investigatori sodali di Baglio: per tutti e tre è caduta solo l’accusa di associazione a delinquere. Marco Cornia, allora presidente dell’associazione sportiva di Serramazzoni, che aveva costituito un’associazione temporanea d’impresa proprio per i lavori dello stadio, ha rinunciato alla prescrizione ed è stato condannato a 1 anno e 6 mesi per turbativa d’asta: per l’accusa avrebbe organizzato in combutta con Ralenti gare andate deserte per passare poi all’affidamento diretto dell’appalto a ditte riconducibili a Baglio. Durante il processo sono stati sentiti anche i sindaci di allora di Formigine e Maranello, Richeldi e Bursi, che hanno confermato come Luigi Ralenti si fosse speso in prima persona per caldeggiare l’affidamento di lavori anche nei loro comuni all’imprenditore calabrese.


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