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Un fenomeno purtroppo dilagante, quello delle baby gang protagoniste di atti vandalici. L’ultimo a Medolla, dove un gruppo di giovanissimi teppisti ha devastato il parco cittadino

Sono giovani, giovanissimi, hanno appena 15-16 anni. Sono i 7 bulli che la notte di Halloween hanno messo a ferro e fuoco il parco cittadino di Medolla. Scritte razziste, svastiche, panchine imbrattate, cestini divelti, tavoli sfasciati, scritte oscene e riferimenti al KKK. Poi, come se non bastasse, hanno rotto il finestrino di un’auto parcheggiata e hanno fatto esplodere all’interno dei petardi. Uno scempio denunciato dallo stesso sindaco Filippo Molinari sui social, che ha definito Imbecilloween la notte di follia dei sette studenti, cinque italiani e due stranieri. I militari non hanno impiegato molto tempo ad identificarli e denunciarli. Vuoto interiore, ribellione oppure semplicemente noia. I casi di ragazzi terribili si moltiplicano e le loro azioni amplificate dai social diventano casi mediatici, come quello dei tre studenti dell’istituto Galilei di Mirandola che hanno scelto come bersaglio la prof di matematica, lanciandole addosso un cestino dei rifiuti e una penna durante le lezioni, per poi filmare la scena con lo smartphone. Sono quasi tutti minorenni anche i quattro ladruncoli acciuffati dalla polizia di Mirandola dopo un furto in un’abitazione, come giovanissima è probabile che sia anche la baby gang che sempre la notte di Halloween si è intrufolata, dopo avere forzato la porta, all’asilo Forghieri di via Frescobaldi a Modena, rubando le monete dei distributori automatici. Il caso più eclatante: il raid degli studenti di Carpi che nella primavera scorsa ha devastato la scuola Meucci, dopo aver rubato cinque bus dal deposito pubblico. Difficile capire cosa muove questi baby teppisti: esperti e istituzioni cercano di capire e arginare un fenomeno che corre alla velocità di un clic


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