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E’ terminata così la permanenza in Italia di un 22enne albanese, detenuto nel carcere di Sant’Anna.

Un volo di sola andata per Tirana accompagnato dagli uomini della Digos. E’ terminata così la permanenza di un 22enne albanese, detenuto nel carcere di Sant’Anna. E’ stato il ministro degli interni Marco Minniti a firmare il documento che vieta al giovane di rientrare in Italia e negli altri paesi dell’area Schengen. Il motivo? Una chiara tendenza al radicalismo islamico. Il ragazzo trasferito dal carcere di Rimini a quello di Modena nel marzo scorso si è fatto subito notare dalla polizia penitenziaria per i suoi atteggiamenti estremi; ricercava su internet video di propaganda ideologica. Postava sui social network immagini di uccisioni di musulmani sfogando il suo risentimento contro l’Occidente e non appena ne aveva l’occasione cercava contatti con gli altri detenuti cercando di convincerli a seguirlo nel suo radicalismo religioso. Comportamenti che si erano già manifestati a Rimini, episodi di autolesionismo estremo, aggressione al personale del carcere ed esaltazione dell’Isis. Sabato pertanto è scattato il provvedimento di espulsione. L’aereo è decollato da Bologna verso Tirana e il 22enne è stato consegnato alle autorità albanesi. Anche durante il volo, pur rimanendo seduto apparentemente tranquillo ha continuato ad invocare l’ira di Allah sull’Italia e su tutti gli infedeli. Episodi sempre più frequenti al carcere di San’Anna, quelli che vedono protagonisti detenuti radicalizzati. Nel giugno scorso era stato un tunisino 29enne ad essere espulso. Un problema che vede la polizia penitenziaria in prima linea.


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