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“Siamo pronti a chiedere i danni, ma prima di tutto vogliamo riprendere a lavorare” ci hanno spiegato

Un danno ingente, che qualcuno, per la sua attività, ha anche quantificato in un milione di euro, la voglia di ricominciare nonostante ancora le tante incertezze e l’amara consapevolezza di aver perso l’ennesima stagione. E’ il pesante fardello lasciato dalla vicenda giudiziaria che ha bloccato i quattro chioschi del parco della Rimembranze per oltre 3 anni e mezzo cioè fino alla sentenza di assoluzione di primo grado. Ritirato il dispositivo di dissequestro che permetterebbe di riaprire le strutture, tuttavia ancora ferme a un cantiere, i titolari di Bobotti, Tosco, Elio e Serafini si preparano a ripartire anche se occorrerà attendere le motivazioni per saperne di più sul progetto iniziale e con la spada di Damocle dell’appello a cui la Procura non intende rinunciare. Incassata la prima vittoria in aula, resta l’amaro per il degrado del Parco, mentre incalza la richiesta di risarcimento danni.


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