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Cinque mesi per gli ex dirigenti comunali Marco Stancari e Giovanni Villanti, 4 mesi per gli ex assessori Daniele Sitta, Stefano Prampolini

Cinque mesi per gli ex dirigenti comunali Marco Stancari e Giovanni Villanti, 4 mesi  per gli ex assessori Daniele Sitta, Stefano Prampolini e per i soprintendenti ai beni architettonici e paesaggistici Paola Grifoni e Graziella Polidori, oltre al pagamento per tutti di una ammenda tra i 3000 e i 4000 euro. Sono queste le richieste del pubblico ministero di Modena Claudia Natalini per gli imputati nel processo per  chioschi del parco delle Rimembranze, o meglio gli ex chioschi, essendo la gran parte di essi chiusi da tempo e ridotti a cubi di cemento abbandonati. Il pm contesta  l’abuso edilizio e  l’uso illecito di beni culturali e del paesaggio agli ex dirigenti comunali mentre gli ex assessori e i soprintendenti devono rispondere soltanto del secondo capo d’accusa. Numeri apparentemente piccoli  per una vicenda invece grande, enorme, per i modenesi che tre anni fa si videro privati di uno dei riferimenti storici dello svago cittadino, i bar sui viali, meta della tradizionale vasca estiva. L’inchiesta riguarda quattro cantieri; Bobotti, l’ex Tosco, Elio e I cedri, locali che avevano cominciato i lavori di riqualificazione in base al progetto del comune. Un’inchiesta scoppiata nel marzo del 2014 a seguito dei un esposto dell’associazione ambientalista Italia Nostra e di denunce di residenti e cittadini che nei nuovi cantieri vedevano uno scempio del parco storico. Una bufera vera e propria che ha diviso in due la città e che ha portato al sequestro dei cantieri da parte della forestale. Lavori fermi e la rabbia dei commercianti costretti a buttare via stagioni intere di lavoro  Se i sei imputati siano o meno responsabili della vicenda lo deciderà il giudice Barbara Malvasi fra una settimana, giovedì 29 giugno. Comunque vada siamo al capolinea di una vera epopea cittadina, e poi chissà, si potrà sperare che sul viale finalmente qualcosa si muova.


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