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Nove anni a Cristina Pancaldi, 8 al marito Fabio Rasponi e ai complici Rosario Sambasile e Salvatore Vascoli

Nove anni a Cristina Pancaldi, 8 al marito Fabio Rasponi e ai complici Rosario Sambasile e Salvatore Vascoli, che nel novembre del 2015 tentarono di uccidere a coltellate Luciano Pancaldi, vignolese 74enne, padre di Cristina. Sono condanne pesanti quelle che il giudice Andrea Romito ha inflitto in rito abbreviato, riservandosi 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni. “Evidentemente il giudice ha avvalorato la premeditazione mentre non ha riconosciuto alcuna attenuante generica”, ha commentato l’avvocato Giuseppe Inglima, che annuncia di voler impugnare il provvedimento. Secondo le indagini dei carabinieri di Vignola, le intercettazioni avevano incastrato la figlia della vittima e il marito che, per ottenere l’eredità, avevano organizzato l’aggressione assoldando due sicari. 20mila euro il compenso pattuito ma mai riscosso dato che l’omicidio non fu portato a termine. Anzi, durante la fuga la sera stessa dell’accoltellamento, il Vascoli andò a nascondersi proprio a casa della figlia e del genero della vittima. Poi lo stesso Vascoli rese una piena confessione, tanto che il pm Pasquale Mazzei aveva chiesto una pena inferiore, 6 anni, rispetto a quella inflitta dal giudice.


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