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Oggi in aula è stata sentita la funzionaria della soprintendenza Graziella Polidori, indagata per concorso in danneggiamento di bene pubblico

Gli scheletri degli interventi di riqualificazione dei chioschi sui viali di Modena sono sempre lì, in attesa di conoscere il loro destino. La vicenda, che da presunto abuso edilizio è stata rimodulata in presunto danneggiamento di bene pubblico, ha visto oggi rispondere in aula l’architetto della soprintendenza Graziella Polidori, indagata per concorso nel reato e difesa dall’avvocato Luca Pastorelli. In base al codice dei beni culturali, ha precisato la funzionaria, gli interventi di recupero vengono valutati per manutenzione e restauro ma anche per prevenzione e sicurezza, con l’obiettivo di rendere fruibile il più possibile le opere. I vincoli di cui deve tener conto la Sovrintendenza, ha aggiunto, sono ben diversi da quelli degli strumenti urbanistici

 


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