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Si avvicina l’Anniversario del sisma del maggio 2012, ma nei comuni della nostra provincia lo spirito che si respira è quello di una ricostruzione guadagnata passo dopo passo. Oggi a Carpi in tanti per la prima visita sul Torrione degli Spagnoli

Questi sono affreschi del 400 attribuiti a pittori di scuola ferrarese che solo gli occhi di qualche tecnico, fino ad oggi, avevano potuto osservare, questi invece sono gli spazi del secondo piano con le decorazioni sulle arcate del soffitto in particolare uno stemma dei Pio di Savoia, a metà ‘400, notevole per fattura e qualità artistica mentre questa è la vista splendida che avvolge il visitatore dopo la terza rampa di gradini. Sui libri di storia dell’arte è denominato di Galasso , è conosciuto come “degli spagnoli” ma in realtà, se si misura l’affezione di questi giorni, è “dei carpigiani” come pochi altri monumenti. E’ il Torrione, l’elemento più imponente del lato ovest del Palazzo dei Pio che chiude il complesso monumentale verso sud. Un edificio di rara bellezza, costruito tra 1440 e 1450 che si presenta come un ampio torrione a pianta rettangolare. In queste ore un tour esclusivo che ha raccolto più di 200 prenotazioni in brevissimo tempo, lo sta svelando per far capire ai cittadini di Carpi come rinascerà il palazzo rimasto chiuso dopo il terremoto del 2012. E proprio in questi giorni che ci avvicinano alla ricorrenza del sisma in tantissimi hanno voluto rivederlo. Entro il mese partirà il cantiere e verranno affidati i lavori che consentiranno di procedere al ripristino. Complessivamente è un lavoro da circa 7 milioni di euro. Le visite, con gruppi di massimo 15 persone, hanno percorso i quattro livelli del Torrione, con scelte legate ovviamente alla sicurezza. Al piano terra c’è l’idea del torrione recuperato, al secondo si ammirano i graffiti dei carcerati. Tutto il Torrione, nella sua storia, è stato visto da pochissime persone perché sempre utilizzato dallo Stato come luogo di uffici

 

 


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