in:

E’ un luogo suggestivo ma anche ricco di mistero. Almeno una volta, ognuno di noi, passando davanti alla Casa delle 100 finestre si è sentito raccontare leggende

E’ un luogo suggestivo di Modena ma anche ricco di mistero. Almeno una volta, ognuno di noi, passando davanti alla Casa delle 100 finestre si è sentito raccontare leggende di fantasmi e fenomeni paranormali. La villa, risalente al XVIII secolo, si compone di tre edifici costruiti nella prima meta del 1700 e già presenti sulle carte del 1779. Appartenne ad alcune delle più facoltose e altolocate famiglie modenesi e a dimostrarlo sono i magnifici decori degli interni, la cui qualità pittorica è eccezionale. Tra gli ultimi proprietari della villa i conti Bentivoglio che la usarono come residenza estiva. Diede ospitalità a diversi illustri personaggi: la duchessa di Angoulême, figlia di Luigi XVI, gli arciduchi Don Carlos e Don Alfonso, rappresentanti il ramo legittimo di Spagna, e naturalmente i duchi di Modena Francesco IV e Francesco V, che non mancavano mai di portare i loro ospiti in passeggiata fino alla Villa. All’interno si possono osservare decori che vanno dal romantico ottocentesco al neoclassico al liberty, in maggior parte su soffitti voltati e lungo i muri. Va detto però che attorno a questa bellissima villa alle porte di Modena, su via Vignolese, ruotano infatti almeno 3 storie: la prima vuole che all’interno di questa villa si perda il senso del tempo, che contando e ricontando le finestre il loro numero cambi. La terza, in realtà, ruota attorno a un tragico fatto realmente accaduto: un incidente stradale nel quale morì la figlia dei Conti Bentivoglio. Era il 1962.
Dai Conti Bentivoglio Villa Buonafonte passò nel 1980 alla Cassa di Risparmio di Modena. Fino all’imponente progetto di restauro de “La Fenice”, stoppato per anni alla Soprintendenza. Al termine dei lavori saranno ricavate 11 unità abitative e un atelier.


Riproduzione riservata © 2017 TRC