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La società che gestisce i servizi del museo ha minacciato di disdire il contratto. “Rispettate tutte le clausole contrattuali”, dice il presidente della Fondazione Tedeschini

Rammarico per le dichiarazioni di Grid Modena alla stampa, ma anche fermezza nel convincimento di avere operato al meglio per “dare serenità e successo al Museo casa Enzo Ferrari”. Ostenta tranquillità il presidente della Fondazione Mef, Mauro Tedeschini, di fronte alla nuova bufera, l’ennesima, che ha investito il Museo. Prima la scoperta della mancata indicazione del nuovo istituto culturale sui depliant turistici della città, poi la presa di posizione di Grid, il consorzio che gestisce i servizi museali, che si è detto apertamente deluso del riscontro di pubblico avuto dall’ente. Nel suo primo anno di attività, il Mef non è andato oltre i 77 mila visitatori paganti, con una perdita per Grid pari a 730 mila euro . Il consorzio lamenta da un lato “l’eccessiva onerosità del contratto”, mentre dall’altro accusa la Fondazione di non aver mai fornito risposte, nonostante le reiterate sollecitazioni. Di tutt’altro avviso Tedeschini che, in un comunicato diffuso oggi, puntualizza come il contratto con Grid non preveda in alcun modo un numero minimo garantito di visitatori. E respinge al mittente ogni sospetto di mancata visibilità. “L’attività di promozione – dice – è stata imponente”.


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