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La situazione, in generale, in regione, resta comunque drammatica: il report sulle Pm10 segnala continui sforamenti

L’aria in Emilia Romagna resta malata. Oltre che a Modena, dove dal primo gennaio sono in vigore le misure emergenziali ininterrottamente, l’assenza di precipitazioni e il persistere dell’alta pressione hanno peggiorato la situazione anche in altre province, dove alla rilevazione precedente la situazione risultata normale. Da domani, quindi, misure emergenziali anche per il territorio bolognese – dove da tempo non ce n’era la necessità – e rientrano il ferrarese e il ravennate. Stop ai diesel euro 4, divieto di utilizzare riscaldamento a biomasse (se ne esiste uno alternativo), divieto di fuochi all’aperto e di spandimento liquami. Tutte le norme delle misure emergenziali sono consultabili sul sito di Arpae Emilia Romagna, nella sezione “Liberiamo l’aria”.
I comuni interessati sono quelli con oltre 30mila abitanti. Quindi Modena (con Castelfranco, Sassuolo, Carpi, Formigine), Bologna (con Argelato, Calderara, Casalecchio, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Imola, Ozzano, Pianoro, Sal lazzaro, Zola Predosa), Ferrara (con Cento), Ravenna (con Lugo e Faenza). Prossimo rilevamento lunedì 14 gennaio.
Fuori, ma per un soffio grazie al vento di ieri, Piacenza, Parma, Reggio Emilia. E fuori, grazie a un miglioramento dell’aria a inizio settimana. La situazione, in generale, in regione, resta comunque drammatica: il report sulle Pm10 segnala continui sforamenti (colore arancione, nella foto), con veramente pochi giorni con livelli accettabili.


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