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Alla fine sono 20 i progetti di nuove urbanizzazioni approvati dal Comune di Modena, che ha bocciato circa metà delle richieste.

Centosettantasei partirono, quarantuno rimasero ma solo venti giunsero alla fine. Stiamo parlando delle manifestazioni d’interesse per nuove urbanizzazioni private nell’area del Comune di Modena, che a due settimane di distanza hanno conosciuto il verdetto: dei 41 progetti presentati da altrettanti privati meno della metà è stata giudicata in linea con l’interesse della città e sufficientemente solida sul piano economico, con un criterio ferreo – quello della rigenerazione urbana – che ridurrà l’espansione urbanistica ad appena 4 ettari di territorio comunale, contro i 170 potenziali. Rispetto alle proposte è stata stralciata gran parte dell’edilizia residenziale: di 967 alloggi proposti appena 267 vedranno la luce, che andando a sommarsi a quanto già autorizzato o in fase di costruzione porteranno a Modena città un totale di 2.700 nuovi alloggi nei prossimi anni. Bocciate, solo per fare gli esempi più noti alle cronache, le espansioni edilizie proposte in via Fratelli Rosselli e via Aristotele. Tra i “no” del Comune nella cosiddetta fase transitoria e in attesa di un nuovo Piano Urbanistico ci sono pure due case protette per anziani: strutture che per decisione della giunta sarà possibile costruire solo recuperando edifici preesistenti, come nel caso dei due bandi emessi e già assegnati dall’Assessorato al Welfare nei mesi scorsi. Accanto all’edilizia privata, nella fase transitoria c’è poi quella pubblica: il Comune andrà avanti sul polo della logistica di Cittanova-Marzaglia, come pure sull’area PIP di Santa Caterina nella quale verranno accolte le richieste di aziende intenzionate a creare nuovi stabilimenti. Confermato pure lo spostamento della scuola di San Pancrazio a Villanova. Quanto ai 21 “no”, Piazza Grande non chiude del tutto le porte, ribadendo però i criteri da soddisfare per chi vuole costruire.


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