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Un leprotto e un rondone hanno rischiato la vita perchè tenuti a lungo in case private prima di essere portati al centro fauna il Pettirosso

Non risparmia proprio nessuno la presunzione tutta umana di poter diventare esperti di qualunque cosa semplicemente navigando in rete. Per poi magari prendere per buone le prime informazioni che ci offrono i motori di ricerca, senza nemmeno fare la fatica di capire se sono offerte da siti davvero accreditati in materia o da un personale blog dove ognuno può dire la sua anche senza cognizione di causa. E se la ricerca è per una ricetta, pazienza. Ma quando si tratta di esseri viventi il danno può essere anche definitivo. Come accaduto per un rondone trovato ferito e tenuto in casa da un privato per mesi, che ha raccolto informazioni online con la conseguenza non solo che le ferite non sono state curate, ma anzi le condizioni sono peggiorate. Per fortuna del volatile, l’improvvisato soccorritore doveva partire per le ferie e ha finalmente portato il rondone al Pettirosso, ormai allo stremo e pieno di infezioni e impossibilitato ora a migrare assieme ai suoi simili. Stessa sorte per un piccolo leprotto con problemi neurologici, trattato privatamente in modo inadeguato e nutrito con il cibo per gatti. Solo quando stava visibilmente peggiorando è stato portato al centro di via Nonantolana. Piero Milani ricorda ancora una volta che non ci si può improvvisare esperti con un essere vivente e chi davvero ama gli animali deve volere il meglio per loro, non godersi la presenza di un giocattolo animato. I volontari della struttura di via Nonantolana sono sempre a disposizione per consigli e per ricevere animali in difficoltà. Infine è bene ricordare che detenere fauna selvatica senza le dovute autorizzazioni è reato.


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