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E’ stato un anno pesante per i polmoni padani

La pioggia novembrina ha finalmente pulito l’aria, generando magari traffico e qualche mugugno tra gli amanti del caldo e del sole, ma anche benessere per le nostre vie respiratorie. E’ stato un anno pesante per i polmoni padani, con le polveri oltre il limite dei 50 microgrammi per metro cubo ben più delle 35 volte previste per legge, e c’era da aspettarselo con una siccità prolungata che non ha lasciato scampo. Ora però è tempo di fare i conti con le conseguenze, purtroppo sempre più gravi, dell’aria cattiva: malattie respiratorie e cardiovascolari, l’incidenza di alcune forme tumorali, rischi particolari per donne incinte e bambini. In Pianura Padana il 90% delle città è nella morsa dello smog, al punto che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità è giunta ad occuparsene.
In altre parole il solco tracciato col nuovo piano regionale dell’aria è quello giusto, ma bisogna intensificare gli sforzi al di fuori dei termini dell’ordinanza: trasformare, un pezzo alla volta, il consumo energetico del territorio. Operazione che richiederà anni, incentivi e la volontà di tutti, per rimanere una terra ricca e produttiva senza soffocare nei nostri stessi gas di scarico.


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