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Continuano ad arrivare al Pettirosso animali assettati e stremati dalla lunga ondata di caldo appena finita e dalla siccità che continua

Continuano ad arrivare al Pettirosso animali assettati e stremati dalla lunga ondata di caldo appena finita. Caprioli disidratati a cui spesso dare acqua non basta, servono soluzioni apposta e cure specifiche. Ma anche tassi, che con il loro pelo lungo sognano di potersi rinfrescare in una bacinella d’acqua. Loro, gli animali selvatici, si accontentano di poco: un bel bagno e un po’ di questo prezioso liquido azzurro per potersi dissetare. Poi ci sono i ricci, gli scoiattoli, le volpi, insomma tutti i mammiferi del bosco e della campagna che spesso, proprio per trovare acqua, quest’anno si spostano molto di più rispetto al solito, spesso attraversando strade pericolose dove rischiano di essere investiti. Poi ci sono gli uccelli: per loro la ricerca è più facile e veloce, ma le pozze sono asciutte per chilometri e chilometri. Va appena un po’ meglio in montagna dove le recenti piogge hanno fatto la differenza dal punto di vista idrico. Ma in collina e soprattutto in pianura, l’emergenza resta. Per questo i volontari del Pettirosso lanciano un appello: chi può metta bacinelle d’acqua a disposizione degli animali selvatici, posizionandole ai bordi della campagna, soprattutto dove è noto il passaggio della fauna. Ma va bene anche nei giardini: volatili e piccoli mammiferi si trovano anche in città. E Piero Milani rinnova anche la richiesta di un confronto serio sull’approssimarsi dell’apertura della caccia con una fauna selvatica già stremata.


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