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In Emilia Romagna, regione dove gli anziani arrivano a essere più di 195 ogni 100 bambini, l’11,3% di ragazzi ha lasciato precocemente la scuola.

In Emilia Romagna, regione dove gli anziani arrivano a essere più di 195 ogni 100 bambini, l’11,3% di ragazzi ha lasciato precocemente la scuola.
Questi dati dimostrano, secondo Save The children, nel sistema scolastico nazionale le diseguaglianze sociali continuano a riflettersi sul rendimento degli alunni. È negli istituti con un indice socio-economico-culturale più basso, infatti, che viene bocciato il maggior numero di studenti, più di 1 quindicenne su 4, mentre negli istituti con indice alto la quota scende quasi a 1 su 23 (il 4,4%). Uno studente di quindici anni su 2 (il 47%) proveniente da un contesto svantaggiato, inoltre, non raggiunge il livello minimo di competenza in lettura, otto volte tanto rispetto a un coetaneo cresciuto in una famiglia agiata.
“È da qui, dalla scuola, luogo dell’infanzia che dovrebbe superare le diseguaglianze, offrendo pari opportunità, coltivando l’istruzione, l’educazione all’affettività e alla socialità dei bambini per allontanarli dai fattori di rischio, che si snoda il viaggio dell’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola” di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro” si legge in una nota. L’Atlante, pubblicato da Treccani, è stato presentato oggi in anteprima, in attesa dell’uscita nelle librerie il 23 novembre. L’Atlante quest’anno propone un percorso in sei capitoli attraverso la scuola italiana con l’obiettivo di osservare e ascoltare il nostro sistema scolastico dalla prospettiva degli studenti e, in particolare, di coloro che vivono ai margini . Il volume di 360 pagine è curato da Giulio Cederna, corredato dagli scatti di Riccardo Venturi, da circa cinquanta mappe e grafici e da una ventina di contributi originali scritti da insegnanti, presidi, educatori, esperti della scuola, come Domenico Starnone, Franco Lorenzoni, Fabio Geda, Giancarlo Cavinato, Andrea Gavosto, Giancarlo Cerini, Umberto Galimberti. Una versione multimediale e interattiva è disponibile online.

“La scuola è un luogo chiave nell’infanzia di ogni bambino: è qui che i talenti e le relazioni vengono sviluppati, è qui che sono gettate le basi del loro futuro” commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Oggi continuiamo a trovarci di fronte a una scuola che, a volte, alimenta le disparità. Save the Children lotta affinché sia riconosciuto il diritto di tutti i bambini a un’eguale istruzione, a prescindere dal contesto sociale e economico in cui vivono. Bisogna percorrere i corridoi, entrare nelle aule, dare voce a pedagogisti, docenti e studenti, facendo tesoro del buono e individuando cosa è migliorabile. Ogni bambino deve accedere alle stesse opportunità, ha il diritto di essere protagonista e di essere ascoltato”.

In Italia vivono 669.000 famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7.60 per l’istruzione al mese. È un fenomeno che investe tutto il paese: i bambini in tale situazione – 1.292.000, il 14% in più in un anno – rappresentano il 12,5% del totale dei minori e si trovano nel 12% dei casi al Nord, nell’11,6% al Centro, nel 13,7% al Mezzogiorno. Il peggioramento della situazione economica è confermato dall’incremento dei minorenni in povertà relativa che nel 2016 hanno raggiunto il 22,3% (+20,2%)[8]. In nord Italia i bambini in questa condizione rappresentano il 16,1%, percentuale che però in Emilia Romagna si abbassa al 13,7%.
In Emilia Romagna l’incidenza di alunni non ammessi al successivo anno delle scuole medie va dall’1,2% di Rimini a circa il 3,6% di Ferrara, rispetto a una media nazionale del 2,9%. Alle superiori la media nazionale di studenti respinti sale al 9,15%, con grande differenza tra licei, tecnici e professionali (in questi ultimi i respinti sono più numerosi e rappresentano il 14,3%); a livello regionale il numero di bocciati alle secondarie di secondo grado va dal 7,7% di Ferrara al 12,8% di Reggio Emilia, mentre Piacenza registra uno dei tassi più alti in Italia circa il numero di bocciati negli istituti professionali (18,9% contro la media nazionale del 14%).
In Emilia Romagna più di 1 ragazzo su 2 (il 53,9%) tra i 6 e i 17 anni non arriva a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a internet. Il numero di disconnessi culturali appare, tuttavia, inferiore alla media nazionale del 59,9%.
Il 41% delle scuole secondarie di primo grado lamenta una scarsa dotazione di laboratori e ambienti di apprendimento adatti a sperimentare nuove prassi didattiche, con 4 scuole su 10 che possono fare affidamento su meno di un laboratorio ogni 100 studenti. Rispetto alla media italiana, il numero di scuole in tale situazione appare ben più alto in provincia di Parma dove quasi 3 scuole su 5 (57%) denunciano questa condizione; la provincia più virtuosa in tal senso, nella Regione, è quella di Forlì-Cesena, dove la percentuale si attesta al 21,5%.
In 5 province su 9 dell’Emila Romagna, gli istituti scolastici dotati di almeno una palestra in ogni sede sono inferiori alla media nazionale (17,4%)[21]. L’indice di fruizione del patrimonio librario (nel Nord-Est il 68% delle scuole è dotato di almeno 3000 volumi) è, in tutte le province della Regione, fatta eccezione per Ferrara (27,4%), superiore al dato nazionale del 31,1%, con Forlì-Cesena che si posiziona al primo posto in Italia grazie a un indice di fruizione del patrimonio librario del 98,3%.
Per rispondere a una delle sfide principali, quella del contrasto alla dispersione scolastica, Save the Children presenta oggi Fuoriclasse in Movimento, iniziativa nata dallo sforzo congiunto dell’Organizzazione e dei docenti delle scuole di primo e secondo grado, che mette in rete 150 istituti in tutta Italia – ed è presente anche in Emilia-Romagna – raggiungendo in modo diretto 20.000 minori e coinvolgendo attivamente circa 2000 insegnanti e 1000 genitori. L’obiettivo è cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie: strumento centrale in questo percorso sono i Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto per definire insieme soluzioni e azioni di cambiamento nel campo della didattica, delle relazioni, della riqualificazione degli spazi scolastici in seguito all’analisi dei problemi e delle esigenze del singolo istituto e del territorio.


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