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Se il bambino non è in regola con le vaccinazioni, non può entrare nella scuola, ma va comunque tutelato

La legge che ha reintrodotto l’obbligo vaccinale ha tagliato l’11 settembre il suo primo nastro, con il termine che si chiedeva di rispettare alle famiglie con bambini iscritti a nidi e materne. La prossima scadenza sarà il 31 ottobre, quando a dover dimostrare di essere in regola saranno i genitori degli alunni dalle elementari ai primi due anni delle superiori. E se la legge non sarà rispettata, l’alunno non potrà entrare in classe, anche se l’invito è a evitare i conflitti.

 

Fermo restando che – come previsto dal legislatore – se il bambino non è in regola con le vaccinazioni, non può entrare nella scuola dell’infanzia “se ci dovessero essere situazioni di natura conflittuale non è la scuola il luogo dove risolvere i conflitti. Non facciamo posti di blocco a scuola. Il dirigente scolastico o una persona da lui delegata, incontrerà in quel contesto la famiglia e gli spiegherà la situazione. Un bambino non si prende a calci, lo si prende per mano”. Così, a due giorni dall’avvio dell’anno scolastico, il direttore del’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna, Stefano Versari, ha spiegato quelli che saranno i comportamenti da tenere nel caso in cui si dovessero presentare negli istituti bimbi non in regola. “Spero che la ragionevolezza – ha detto Versari – faccia capire che è nel loro interesse. La complessità maggiore è con le famiglie straniere, spesso per le difficoltà linguistiche. Per questo abbiamo previsto anche incontri con mediatori culturali. Quando capiscono – ha concluso – normalmente non ci sono difficoltà”. Intanto, come riportato dalla stampa locale, è stata presentata all’istituto comprensivo 5 di Bologna cui fa capo la materna Dozza, la prima diffida a non chiedere il curriculum vaccinale. “Fino all’ultimo cercheremo di recuperare…” ha detto il preside Vincenzo Manganaro.


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