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Una cinquantina di “bagnini” ha ricevuto dall’Agenzia delle entrate cartelle esattoriali per il pagamento dell’Imu sugli ombrelloni.

Una cinquantina di “bagnini” ha ricevuto dall’Agenzia delle entrate cartelle esattoriali per il pagamento dell’Imu sugli ombrelloni. Al grido di “Non pagheremo l’ombra” hanno tutti presentato ricorso. Anche perchè quello di Rimini è l’unico caso a livello nazionale. Si tratta di un diversa ripartizione dell’Imu, che i bagnini, ovunque, conteggiano con l’accatastamento delle spiagge in base a cabine e manufatti fissi. L’Agenzia delle entrate riminese invece applica il calcolo di 10 metri quadrati a ombrellone. Una differenza significativa, che – considerando che vengono chiesti gli arretrati di sei anni – porta a cifre di media di 15emila euro. “Chiederò immediatamente un incontro alla Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate per capire il perché di questa riscossione”. Lo annuncia l’assessore regionale a Turismo e commercio, Andrea Corsini, dopo la notizia che è stato chiesto agli operatori balneari di Rimini il pagamento dell’Imu anche per gli ombrelloni. “Sembra una situazione anomala e davvero strana- sottolinea l’assessore- che, almeno all’apparenza, non ha alcuna giustificazione visto, peraltro, che si paga solo a Rimini. Questa riscossione non va nella direzione intrapresa dalla Regione e dai territori, quella di investire nel turismo, comparto fondamentale per la crescita dell’economia regionale, in collaborazione con gli operatori privati. Basti pensare ai 20 milioni di euro che abbiamo deciso di stanziare proprio per la riqualificazione degli spazi urbani nelle città costiere e degli stessi stabilimenti balneari”.


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