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Dopo gli arresti i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma hanno rivolto la loro attenzione oltre confine

Nei mesi scorsi, la Guardia di Finanza di Parma – coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma – aveva smantellato una pericolosa associazione a delinquere, costituita da 9 individui, finalizzata all’illecito occultamento all’estero di ingenti capitali. Le indagini rivelarono che, dietro la parvenza apparentemente “pulita” di un’associazione antiracket con sede a Parma, si celava in realtà un articolato consorzio criminale a carattere transnazionale, capeggiato da una personan che, trasferendo illecitamente all’estero (prevalentemente in Slovenia, Senegal e Croazia) gli asset patrimoniali dei propri “clienti”, era in grado di impedire od ostacolare procedure esecutive azionate nei loro confronti da soggetti privati (ad esempio, intermediari finanziari) o pubblici (Equitalia o altri enti di riscossione). Dopo gli arresti i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma hanno rivolto la loro attenzione oltre confine, in particolare in Slovenia e Croazia. In virtù dei vigenti strumenti di cooperazione internazionale di polizia e di alcune rogatorie inoltrate dalla Procura della Repubblica di Parma, i militari hanno così potuto individuare e porre sotto sequestro circa 85mila euro depositati su conti correnti aperti nei due Paesi della ex Jugoslavia. Stessa sorte per alcuni rapporti finanziari riconducibili ad altri componenti del sodalizio criminale. In definitiva, i 100 mila euro nel complesso rinvenuti in territorio estero si aggiungono ai cospicui patrimoni mobiliari ed immobiliari, per un valore di circa 7 milioni di euro, precedentemente sequestrati in Italia, tra i quali spiccano gli oltre 95 mila euro giacenti presso istituti di credito nazionali.


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