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Ai domiciliari due funzionari di HERA S.p.A. indagati per concussione e induzione indebita. La multiutility si è costituita come persona offesa

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ravenna, nei confronti di due funzionari di HERA S.p.A. indagati per concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità: perquisite le loro abitazioni.
Il provvedimento cautelare è stato adottato sulla scorta delle risultanze delle investigazioni svolte che hanno permesso di accertare gravi e ripetuti episodi illeciti – si legge nella nota delle fiamme gialle – commessi da un ingegnere dell’ufficio Direzione Lavori e da un assistente di cantiere di HERA, i quali, “abusando dei poteri derivanti dai ruoli ricoperti all’interno dell’azienda multiutilty, si procuravano somme di denaro, beni ed altre utilità per fini strettamente personali dagli imprenditori incaricati dell’esecuzione di opere pubbliche destinate a fornire servizi primari alla collettività”, dice l’accusa.
L’indagine, avviata oltre due anni fa, è scaturita dalla denuncia presentata alla Guardia di Finanza di Faenza da un imprenditore, che ha traccontato di essere stanco di sottostare alle molteplici ed incalzanti richieste provenienti dai due funzionari pubblici arrestati, i quali pretendevano utilità economiche personali prospettando, in caso contrario, di ostacolare il pagamento dei corrispettivi dovuti per i lavori svolti o di poter favorire altre imprese concorrenti nell’assegnazione di future commesse.
Gli stessi avrebbero intrattenuto continui e stretti rapporti di favore con i soggetti economici esecutori delle opere da vigilare, in “evidente conflitto di interesse”.

“Nel ribadire che è stata prestata la massima collaborazione con la magistratura anche nel caso in esame, il Gruppo Hera si dichiara completamente estraneo ai fatti”. Lo scrive il gruppo in una nota, in riferimento all’indagine della Procura di Ravenna che ha portato ad un’ordinanza di custodia cautelare per due dipendenti. “Si segnala che l’azienda, già ai tempi in cui è venuta a conoscenza dei fatti – prosegue Hera – si è costituita nel marzo 2016 attraverso i propri legali, nell’ambito del procedimento, quale persona offesa. La società ha predisposto in data odierna la sospensione cautelativa dal lavoro dei due dipendenti.


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