in:

Sgominata banda di truffatori che era riuscita a raggirare decine di anziani.

Sgominata banda di truffatori che era riuscita a raggirare decine di anziani. Telefonavano a casa delle vittime spacciandosi per avvocati, funzionari di cancellerie, uffici contenziosi o recupero crediti di Tribunali e Corte dei Conti, segnalavano il mancato pagamento di abbonamenti a riviste riconducibili alle Forze di polizia e proponevano una transazione bonaria per estinguere il debito a mezzo di bonifico bancario minacciando azioni legali o il pignoramento dei beni. Era questa la tecnica utilizzata in decine di truffe in tutta Italia da una banda identificata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma. Sono state arrestate in tutto otto persone, tutti italiani, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di truffe. Le indagini erano partite nel febbraio del 2016 grazie alla segnalazione di una pensionata parmigiana di 75 anni che, chiamando il 112, aveva raccontato di essere stata contattata da un fantomatico ‘dottor Peruzzi’ per un debito di 4.000 euro per il mancato pagamento di alcune rate di un abbonamento ad una rivista delle forze di polizia. Nella telefonata il truffatore diceva di essere nell’ufficio di un magistrato del Tribunale di Milano che si sarebbe detto disponibile ad evitare il pignoramento dei beni della donna a fronte del pagamento del debito. Sono così scattate le verifiche dei Carabinieri. Grazie al codice Iban comunicato via telefono i militari sono risaliti ad un conto corrente aperto presso la United Bulgarian Bank di Sofia e alle utenze telefoniche. L’indagine, che ha consentito di documentare 16 casi di truffe (ma si ritiene siano molte di più), ha permesso anche di verificare che le persone truffate avevano in precedenza effettivamente sottoscritto un abbonamento con una rivista del settore e che uno degli aderenti era entrato in possesso del file con i nominativi, aspetto questo da approfondire.

In manette sono così finiti A.D., 44 anni, il fornitore degli elenchi dei possibili truffati, V.F., 36 anni, operante nel settore immobiliare, organizzatore del gruppo, preposto alla ricerca delle basi logistiche, fornendo gli arredi, i telefoni cellulari e le relative schede, M. G., 40 anni,, S.A., 33 anni, N.B, 28 anni e P.F., 25 anni, telefonisti del sodalizio che si presentavano rispettivamente come dottor Peruzzi e dottor Paganella i primi due e dottoressa Perego e dottoressa Nava. In caso di esito favorevole della truffa il bottino veniva suddiviso al 50% tra il telefonista e i primi due indagati. In manette sono finiti anche M.F, 43 anni,, intestataria di 4 conti correnti postali tra cui quello indicato alle vittime per l’effettuazione dei bonifici e M.S., 56 anni, intestatario di una carta postepay che veniva impiegato per far transitare il denaro. Agli ultimi due indagati il Pubblico Ministero di Monza, ha contestato anche il reato di riciclaggio.


Riproduzione riservata © 2017 TRC